Attualità LGBTQI+

Elezioni Europee: Daniele Viotti (PD) e la #rEUvolution

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Le Elezioni Europee sono alle porte. In questo mio post trovate una guida semplice al voto. Qui parliamo di CHI votare.

Sapete anche (se un po’ mi conoscete, altrimenti lo scoprite ora) che son uno che ci mette la faccia. Se credo in qualcosa o in qualcuno lo dico sempre, anche al costo di poi farci una figuraccia. Per questo motivo, alle ultime politiche penso di aver tampinato chiunque mi abbia chiesto cosa fare e cosa votare. Diciamo che non è andata come speravo, ma son contento e rivendico la mia scelta in quel momento, ovvero +Europa. In quel momento storico il partito di Emma Bonino era per me l’unica garanzia. Una garanzia per tirare la giacchetta al PD sui temi che per me erano importanti. Probabilmente, tornando indietro ri-voterei +Europa, oggi non voterei +Europa nuovamente.

Credo ancora che sia molto valido, ma sono dubbioso sulle persone del partito dopo quanto successo al Congresso. Per questo motivo, se è vero che i programmi rimangono su carta, senza le persone giuste non diventano realtà. Mai come oggi direi che abbiamo bisogno di realtà e di pragmatismo, di concretezza e di agire. Siamo in una situazione politica pericolosa globalmente (non siamo gli unici con governi di destra molto forti), anzi.

Queste Elezioni Europee non porteranno impensabili movimenti tellurici. Ma è anche vero che non possiamo abbassare la guardia, perché l’Europa ha un ruolo centrale nella nostra vita più di quanto ci rendiamo conto. E non in negativo, come ci dicono.

Quindi le Elezioni Europee sono importanti, ma non voterò +Europa. Chi votare? Come forse saprete, son un fan di Calenda dalla prima ora, anche se ultimamente ho un po’ sofferto alcune sue uscite. Il suo progetto “Siamo Europei” è per me molto intelligente in questo momento storico. Fortuna/sfortuna vuole che non possa votarlo, non è infatti nella circoscrizione del sottoscritto. Chi votare allora? La riflessione qui è andata sulle persone, non sulla forza politica, considerando soprattutto la “distanza” che c’è tra la politica nazionale e quella estera dei partiti. Alle politiche nazionali voterò PD? Chi può dirlo. Alle elezioni europee, dopo tanti tentennamenti, sì.

Avrei votato PD senza preferenza. Ma alla fine ho avuto modo di conoscere meglio un attuale MEP che ho visto ovunque sbattersi per temi a me a cuore e che è stato super disponibile per parlarne insieme. Se siete come me molto delusi dal PD sul nazionale, non fatevi scoraggiare. Votate le persone, che in Europarlamento fanno la differenza, molto più del partito di appartenenza. In questo post vi invito a fare una riflessione in vista delle elezioni europee di questo weekend: Daniele Viotti.

Viotti, classe ’74, piemontese ha creduto nel Partito Democratico dalla prima ora. Nel 2014 entra al Parlamento Europeo e si occupa di cose molto diverse: è infatti membro titolare della Commissione Bilanci (BUDG) e membro della Commissione Libertà Civili (LIBE) (altre info su http://www.danieleviotti.eu/).

1) Quali sono le tue priorità in Europa e perché credi che siano quelle giuste?

“Credo che le priorità per il futuro dell’Europa siano essenzialmente quattro: i diritti, i giovani, il lavoro e l’ambiente.
L’Europa deve tornare a essere vicina ai suoi cittadini, nessuno escluso, per costruire una società dove nessuna persona viene lasciata indietro.
Nel 2019, come relatore generale al Bilancio dell’Unione europea, sono riuscito a ottenere il più grande aumento del bilancio dell’UE della storia e sono contento di essere riuscito a dedicare una gran parte dello stesso per il sociale.

Sono orgoglioso di aver contribuito al sostegno (15 milioni di euro) di un’azione preparatoria per una Garanzia per l’Infanzia (Child Guarantee) con l’obiettivo di aiutare i 25 milioni di bambini europei a rischio povertà ed esclusione sociale, al fine di garantire loro l’accesso gratuito a servizi essenziali (assistenza sanitaria, istruzione, alloggio dignitoso). Questo ci permette di tornare a pensare in grande. Uno dei prossimi obiettivi, un vero sogno europeo, è quello di eliminare la povertà infantile dal nostro Continente.

L’Unione Europea dovrà impegnarsi ancora di più nella lotta per i diritti delle persone LGBTQI+ in Europa e nel Mondo. I diritti LGBTQI+ sono diritti umani ed è inaccettabile che essi non siano tutelati uniformemente in tutti gli Stati Membri. In qualità di co-presidente dell’intergruppo per i diritti LGBTQI+ del Parlamento europeo abbiamo ottenuto molte conquiste in questi anni, ma la strada da percorrere è ancora lunga. L’obiettivo è la piena uguaglianza di tutti i cittadini e di tutte le famiglie, in tutti i Paesi Membri. Ma non solo. L’Europa deve essere un faro per tutti i Paesei del mondo.

Ancora in tema di diritti, l’UE deve battersi per definire un piano europeo per la parità di salario tra uomini e donne e dotarsi degli strumenti necessari per fare dell’Europa un continente accessibile per tutti e tutte.

I giovani e il lavoro rappresentano un’altra priorità assoluta per l’Europa. In qualità di relatore del bilancio generale dell’UE per il 2019, sono felice di essere riuscito ad aumentare di 116 milioni i fondi per l’Iniziativa europea per l’occupazione giovanile e di 240 milioni quelli dedicati a Erasmus+ rispetto all’anno precedente. Penso che sia necessario creare un’assicurazione europea contro la disoccupazione, contrastare la concorrenza fiscale sleale tra i Paesi membri e approvare una direttiva europea sulla responsabilità sociale d’impresa.

Anche l’ambiente deve rappresentare, a mio avviso, una priorità assoluta per l’Europa: l’Unione Europea deve sforzarsi di più, destinando il 30% del suo bilancio alla lotta ai cambiamenti climatici, arrivare ad un’Europa a zero emissioni e a investire sul trasporto pubblico locale europeo”.

2) La crescita dei nazionalismi è sicuramente meno preoccupante in Europa di quanto lo sia nei singoli stati (un’alleanza europea di sovranisti è una contraddizione in termine), ma è vero che il mondo sta andando in quella direzione? Cosa pensi stia succedendo e come credi che le opposizioni liberali e progressiste possano invertire questo trend?

“È innegabile che in questo momento storico stiamo assistendo a una avanzata dell’estrema destra non solo in Italia, ma in tutta Europa. Viviamo un periodo nel quale la paura è diventata il principale strumento che i partiti utilizzano per guadagnarsi un po’ di consenso. Una paura che nasce dall’incertezza per il domani, dalla precarietà, per la crisi del mercato del lavoro, per gli assetti geopolitici. In questo contesto, i sovranisti urlano forte soluzioni molto semplici e semplicistiche.

Per la prima volta, per l’insieme dell’Unione e in molti Stati Membri, sono in gioco la tenuta e gli sviluppi del processo di integrazione europea e degli stessi assetti democratici. Queste elezioni europee rappresentano una sfida tra coloro che vogliono ridurre il potere dell’Unione Europea e coloro che vogliono riformarla, per renderla più forte, democratica, partecipata e vicina ai cittadini. Il mio obiettivo e quello del mio partito è proprio quest’ultimo: solo un’Unione Europea più sensibile ai problemi e alle necessità delle persone, che torni ad amare i propri cittadini, sarà in grado di sconfiggere i sovranisti e affrontare le sfide del mondo contemporaneo.

Dobbiamo pensare in grande per costruire una società all’insegna della giustizia sociale, del benessere di tutti e tutte e che non lasci indietro nessuna persona. L’Europa ha bisogno di una nuova guida per respingere i nazionalismi, puntando su un lavoro di qualità per i suoi cittadini, sulla tutela dell’ambiente, sulla sicurezza sociale e sulla lotta alle disuguaglianze. I nazionalisti stanno mettendo a repentaglio i progressi del passato e i valori europei, dobbiamo fare in modo che questo non accada.

3) Come vedi la recente scelta dell’ALDE? Credi che il ruolo di Macron in Europa sia così centrale? E, soprattutto, credi che il PD possa valutare di cambiare gruppo visti questi cambiamenti?

“Non bisogna pensare che il ruolo di Macron sia così centrale per l’Europa e soprattutto non bisogna pensare che il Partito Democratico debba avvicinarsi alle posizioni di En Marche. La posizione del PD è nel gruppo dei Socialisti e Democratici e non deve in alcun modo valutare l’idea di cambiare gruppo: noi siamo socialisti, loro sono liberali.

L’ALDE ha deciso di formare un gruppo più grande, con i futuri eurodeputati di En Marche: questo non ci deve riguardare perché le politiche del Partito Democratico sono e devono essere diverse da quelle portate avanti dall’ALDE. Nel preambolo della dichiarazione di composizione del nostro gruppo S&D è indicato che esso riunisce le forze progressiste che lavorano per una Europa di solidarietà, di giustizia sociale, di uguaglianza, di sviluppo sociale, di diritti umani e di pace. Noi siamo questo e il Partito Democratico deve continuare ad essere questo.

Se su alcune tematiche ci saranno dei punti di convergenza allora, come abbiamo sempre fatto, il gruppo S&D appoggerà le posizioni dell’ALDE o di altri gruppi, ma questo non deve far pensare che ci possa essere una coincidenza tra i due gruppi”.

4) Chiudiamo con il tuo invito per chi non vota alle Elezioni Europee. Perché è importante? Perché il ruolo dell’Europa è così centrale anche per star bene qui “a casa nostra”?

“Il ruolo dell’Unione Europea è centrale anche per stare bene “a casa nostra”: l’UE non si occupa di questioni astratte, ma di questioni che ci riguardano direttamente tutti e che regolano molti aspetti della nostra vita quotidiana. L’UE rende più semplice la vita dei suoi cittadini in tantissimi ambiti (pensiamo anche solo all’abolizione dei costi di roaming nei paesi dell’Unione Europea) e il Parlamento Europeo, proprio per ridurre il gap informativo sulle iniziative promosse dall’UE per i cittadini, ha lanciato l’iniziativa “What Europe Does For Me”, che tra le altre cose, ha anche una sezione per sapere come vengono spesi i fondi europei nella propria regione. Il sito contiene circa 400 “categorie di persone”, e ad ognuna dedica una pagina specifica con tutte le informazioni utili da conoscere e i benefici che potrebbero avere un impatto sulla vita quotidiana.

Daniele Viotti con suo marito Daniele

Per chi non vuole votare alle Elezioni Europee o per chi è indeciso se recarsi alle urne, il mio appello è ovviamente quello di andare a votare perché il voto è espressione di democrazia e perché solo votando possiamo scegliere il nostro futuro e quello dei nostri figli.

Queste elezioni europee hanno un’importanza fondamentale perché i cittadini europei sceglieranno quale sarà la direzione dell’Unione Europea per il futuro. Mai come in questo momento il futuro dell’Unione Europea è stato messo in discussione, per cui si tratta di decidere se vogliamo continuare a stare in Europa, con una profonda trasformazione della stessa per renderla più vicina ai cittadini e attenta alle questioni sociali, o se vogliamo indebolire il ruolo dell’Unione, con tutte le conseguenze che ne possono derivare”.

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