Serie TV

Euphoria, HBO racconta la GenZ (senza brufoli)

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Lì fuori c’è tanto rumore attorno alla produzione HBO/Sky Chernobyl. Forse anche perché è già andata in onda nel nostro Paese. Forse perché è effettivamente un bellissimo prodotto (spoiler: a me ha annoiato un sacco, mi spiace, proprio non son riuscito a farmelo piacere).

Credo però che tra le cose che HBO abbia fatto ultimamente, una delle meglio riuscite sia Euphoria. Lo show gira attorno al mondo degli adolescenti di oggi, la Generazione Z, mettendone a nudo i problemi, la loro visione sulla realtà e il modo in cui la tecnologia si inserisce nelle loro relazioni e nella loro crescita.

Non sembra niente di originale detta così. Ma Euphoria è un prodotto crudissimo. Ci sono scene di nudo femminile e ma anche maschile esplicite, così come scene che rappresnetano sesso tra minori abbastanza esplicite. C’è il mondo di una generazione cresciuta con lo smartphone e con un account Instagram, dove i like, il revenge-porn e le app di dating non sono arrivate “poi” come per me o quelli più grandi di me. La GenZ non ci si è dovuti abituare, aveva queste cose già lì. Come per noi la tv è stata una presenza scontata, per loro lìInternet dei social media non è mai stato una novità.

In questo mondo così nudo, dove il “branco virtuale” detta i giudizi sui singoli, si muovono i vari protagonisti dello show. A voler essere precisi dovremmo dire che la protagonista è Rue, intrpretata Zendaya, un’adolescente bipolare con problemi di droga. Ma personalmente credo che lo show viva nella coralità delle persone che racconta. Persone che cercano di sopravvivere e affermarsi, lottando con la loro sessualità, con la loro identità di genere, alcuni con la propria forma fisica o con la scatola stretta degli stereotipi di genere. Altri invece sono semplicemente in lotta con se stessi.

Ci sono un grande difetto e un grande pregio che riguardano la produzione. Partiamo dal difetto. Sono tutti bellissimi. Incredibilmente belli. Il pilot fa fatica ad ingranare perché vedi attori giovanissimi e bellissimi raccontare di una vita ai margini delle overdosi e delle violenze ed è come entrare al Disney Store e vedere le metanfetamine e vibratori con le borchie sugli scaffali. Fortunatamente il grande pregio della produzione fa il miracolo e riesce a riprendere il realismo un po’ sacrificato dal casting. Sì, la fotografia dello show è pazzesca. Luci, ombre, tagli delle riprese. Non c’è patina, non ci sono luci artificiali, lo spettatore osserva tutto da posizioni non sempre privilegiate, in certi quasi ci si sente dei guardoni quasi.

Già rinnovato per una seconda stagione, Euphoria arriverà anche da noi in Italia questo inverno su Sky Atlantic. Non sarà uno show facile, già ora son tante le controversie che ha scuscitato negli States ed il polverone conseguente. Tuttavia dobbiamo scegliere se vogliamo raccontarci tante cazzate sui ragazzi di oggi o se vogliamo guardare Euphoria.

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