Serie TV

Ecco 5 serie TV da recuperare in quarantena

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Quarantena e serie tv, la combo perfetta per superare questo periodo complicato o per riempire ore assolutamente vuote. Solitamente faccio un focus su una serie alla volta e su qualcosa di nuovo, ma visto il tempo in più che inevitabilmente ci ritroviamo ho pensato a 5 serie non nuovissime, che potete recuperare sui principali servizi di streaming. Prego, non c’è di che.

DAMAGES
Su Amazon Prime Video c’è Damages, una serie legal-thriller con una incredibile Glenn Close e una pazzesca Rose Byrne. Datata 2007, questa stagione gira attorno a queste due donne, entrambe avvocati. La prima, una dei legali più spregiudicati d’America e la seconda, una fresca neo-laureata in legge. Non è uno show basato tanto sulla parte giudiziaria quanto sugli intrighi, i colpi di scena e il continuo sovvertimento delle regole. L’intreccio e la sceneggiatura rendono la trama così ricca e coerente da incollare allo schermo dall’inizio alla fine. Stupendo, un must da recuperare.

WHAT WE DO IN THE SHADOWS
Su Fox invece trovate la prima stagione di What We Do In The Shadows, un finto documentario sulla vita di alcuni vampiri a Staten Island. Il genere è assolutamente quello della comedy horror, dove le macabre tradizioni dei non-morti si sposano con la modernità in maniera esilarante. La scrittura dello show è assolutamente esilarante, senza cliché già visti e rivisti. Per me una delle cose più divertenti viste negli ultimi anni, incredibile quanto mi abbia fatto ridere. I personaggi sono meravigliosi, in particolare Nadja, l’unica donna del gruppetto, è fenomenale.

SCANDAL
Qualcuno di voi conoscerà già Scandal e credo che pochi non abbiano idea di cosa sia. Si tratta di uno show andato in onda dal 2012 al 2018 sulla abc e che ora è su Amazon Prime Video, ufficialmente sotto la label del thriller politico. Ma mi sento di dire che ne è una interpretazione molto “pop”. Non è un House of Cards, per intenderci. Ma di cosa parla Scandal? Riassumendo senza fare spoiler, lo show segue le avventure di Olivia Pope (Kerry Washington) che nella vita si occupa di risolvere i problemi di immagine e reputazione della élite politica statunitense: figli illegittimi, corna, omicidi e così via vengono gestite e fatte sparire da Olivia e il suo team, I Gladiatori. E diciamo che Washington e il Presidente degli Stati Uniti saranno una grande parte della serie. Un’altra garanzia? Lo show è stato creato da Shonda Rhimes (Grey’s Anatomy, Le Regole Del Delitto Perfetto).

THE CATCH
Sempre Shonda Rhimes. Parliamo di The Catch, anche questo su Amazon Prime Video. Due stagioni per uno show che ci porta nella vita di una investigatrice privata e del suo compagno: stanno per sposarsi, entrambi bellissimi, di successo, ricchissimi e innamoratissimi. E poi il colpo di scena: lui fa parte della banda interanzionale di ladri che lei cerca di catturare da anni. E parte la caccia all’uomo. Ho trovato The Catch molto divertente, fresco, e sebbene non possiamo dire che sia lo show del secolo, è stato un appuntamento che mi ha intrattenuto. Leggero ma con colpi di scena non sempre banali, perfetto easy-watching.

THE POLITICIAN
Se dico Ryan Murphy dico Glee, dico Popular, dico American Horror Story e dico anche Nip/Tuck. Ma dico anche The Politician, una produzione originale Netflix che può essere un ottimo modo per riempire la vostra quarantena con un binge watching massivo della prima stagione (la seconda è in produzione). The Politician è un classico show alla Ryan Murphy e ce ne accorgiamo dal cast, dove troviamo ad esempio Jessica Lange. Non mancano l’eccesso, l’assurdo evolvere delle storyline, i colori pop e tutto quel trionfalismo americano che caratterizza qualsiasi cosa esca dalle sue produzioni. The Politician racconta la scalata per la carica di Presidente del Corpo Studentesco di un ambizioso ragazzo di famiglia ricca che vede in questa carica la prima pietra necessaria per compiere il suo destino e diventare Presidente degli Stati Uniti. Murphy è come sempre brillante e geniale, ma anche uno che si annoia presto. Ed è per questo che i suoi show tendenzialmente hanno il solito andamento a campana. Partono benissimo e poi iniziano a precipitare verso la fine. The Politician non fa eccezione, anzi, ma rimane comunque una produzione sicuramente degna di nota.

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