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Shameless dice addio a Fiona. E a noi cosa resta?

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Shameless è uno show che guardo da quando ero all’Università. Mentre studiavo di notte per gli esami c’erano Fiona, Debby e Lip a tenermi compagnia. Quando ho cambiato città, Frank, Carl e Liam non erano lontani. Iniziato nel 2011, Shameless racconta le disavventure della famiglia disfunzionale dei Gallagher.

Una famiglia in cui Frank, il padre, ha praticamente tutte le addiction del mondo. Un padre che non è un padre e che ha lasciato a Fiona, la figlia maggiore, tutto il peso della gestione della famiglia composta da altri 6 fratelli. In questi 8 anni di Shameless abbiamo affrontato di tutto: doppie identità di fidanzati apparentemente perfetti, tumori, malattie mentali, gravidanze, trapianti, coming out, fughe dall’esercito e probabilmente qualsiasi altra cosa che vi possa venire in mente. Affrontate nella maniera Gallagher, fregando il prossimo, la legge, cercando giustizia in un mondo che giusto non è.

Per me è sempre stato quello il segreto di Shameless. Per un underdog come me, Fiona e gli altri Gallagher son state persone con cui empatizzare. Non ho sicuramente vissuto le loro difficoltà su schermo, ma tante in realtà aumentata. E come loro, nonostante la merda che mi veniva contro, ho continuato a nuotare contro la corrente per farcela, per cercare la mia felicità. Fiona ha dovuto essere madre e padre per sé e per i suoi fratelli, così come io lo son stato per me. Quel desiderio di spensieratezza che ti è negata perché sei dovuto crescere prima ha sempre accomunato me e la maggiore dei Gallagher. Ma insieme siamo cresciuti nonostante tutto e ce l’abbiamo fatta.

Tuttavia dopo 8 anni si fa sentire il peso di una sceneggiatura che fa fatica a tenere il mordente e la tragicomicità che l’ha sempre contraddistinta. Abbiamo iniziato con molti protagonisti che erano bambini e che quindi non erano così rilevanti in termini di sceneggiatura. Ma quei bambini son cresciuti e diventati comprimari di Fiona, la sorella maggiore, che è sempre stata il fulcro narrativo di tutta la serie. Portare avanti così tante storyline, assicurarsi che tutti loro avessero il loro sviluppo e la loro crescita non è stato un compito facile. E si è visto.

Qualche settimana fa si è chiusa la 9 stagione dello show, una stagione che era iniziata con l’annuncio dell’attrice Emy Rossum, che interpreta Fiona, della sua decisione sofferta ma necessaria di lasciare lo show. Un annuncio che ha fatto malissimo a tutti i fan dello show.

A quel punto la domanda che ci siamo fatti tutti è stata una sola. “Ed ora?Finirà qui?”. La risposta è arrivata presto con l’annuncio del rinnovo della serie targata Showtime per una decima stagione. Personalmente una decisione che non condivido. Visto la difficoltà di portare avanti questo prodotto e la noia delle ultime due stagioni, l’addio di Emy Rossum poteva essere l’occasione per chiudere lo show.

Non sono mai stato a favore dell’accanimento terapeutico delle serie tv. Meglio chiuderle quando la qualità è ancora alta, quando il loro potenziale narrativo è esaurito. In questo modo si lascia nel cuore dello spettatore un affetto, un ricordo prezioso, che durerà tutta la vita. Quando invece una serie viene portata avanti a tutti i costi, fino a diventare un’ombra di se stessa, quando poi viene cancellata lascia solo un leggero retrogusto amarognolo. Vedremo cosa ne sarà dei Gallagher senza Fiona l’anno prossimo. Io chiaramente non li posso abbandonare, non si lascia la famiglia.

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